Neue Klavier-Übungen

7 Maggio 2021 Segreteria FontanaMIX

Domenica 12 settembre
Goethe Institut, Bologna

Neue Klavier-Übungen

Franco Venturini, pianista
Nicola Evangelisti, live electronics

 

Joseph-Nicolas-Pancrace ROYER
Le Vertigo (1746)

Cesare SALDICCO
Spire II (2016/2021) per pianoforte preparato e supporto elettronico

Fryderyk CHOPIN
Préludes op. 28: II. Lento (1839)

Nicola EVANGELISTI
Osmosis III (2021) per pianoforte ed elettronica

Henry COWELL
Three Irish legends: I. The Tides of Manaunaun (1922)

Eric MAESTRI
Intermezzo (2019/2021) per pianoforte ed elettronica

Daniele GHISI
Blumen (2018) for piano and electronics [after Bach’s Weichet nur, betrübte Schatten BWV 202]

Johann Sebastian BACH
Clavier Übung III : Duetto III (1739)

Daniele GHISI
Schlafe (2019) for piano and electronics [after Bach’s Wieget euch, ihr satten Schafe BWV 249a]

Johann Sebastian BACH
Clavier Übung III : Duetto IV (1739)

Daniele GHISI
August (2019) for piano and electronics [after Bach’s Jede Woge meiner Wellen BWV 206]

Johann Sebastian BACH
Clavier Übung III : Duetto I (1739)

Daniele GHISI
Nirgends (2019) for piano and electronics [after Bach’s Vergnügte Pleißenstadt BWV 216]

Johann Sebastian BACH
Clavier Übung III : Duetto II (1739)

Daniele GHISI
Länder (2019) for piano and electronics [after Bach’s Schafe können sicher weiden BWV 208]

 

Neue Klavier-Übungen accosta brani distanti per epoca, estetica, idioma strumentale e mezzi espressivi con l’intento, attraverso una sorta di “vertigine percettiva”, di indurre relazioni ed analogie fra contesti, repertori e compositori apparentemente estranei ed incompatibili.

I ripetuti “voli pindarici” sono organizzati in binomi pensati per essere eseguiti come unità, nei quali sono appaiate opere storiche ed attuali, queste ultime aventi un’ulteriore “distanza” : l’ambiente sonoro creato, oltre che dalle risorse foniche di uno strumento a tastiera odierno, da un contesto espressivo espanso grazie all’apporto del mezzo elettronico.

I brani “classici” sono stati scelti sia per la loro peculiare originalità, sia sulla base di criteri di accostamento a quelli “odierni”, le analogie coi quali si collocano nel carattere musicale, nei gesti pianistici, in legami armonico-acustici fra fine di uno e inizio dell’altro, in espliciti riferimenti a musiche del passato come nel caso del ciclo di Ghisi.

La “Vertigo” agisce su diversi piani, dal temporale al poetico-estetico, all’espressivo-strumentale, in una continua alternanza per creare una sorta di “shock” percettivo attraverso il quale far cadere le “barriere” indotte da astratte catalogazioni storiche o schemi mentali preconcetti.

Si auspica che i binomi possano essere percepiti come entità uniche : la forza irrefrenabile delle vertigini gestuali di Royer si ramifica nelle spire di Saldicco, la nuda pagina chopiniana introduce uno spazio colmato dalle risonanze ampliate di Evangelisti, i clusters espressivamente modulati di Cowell si saturano nella palette pianistica estrema di Maestri, gli enigmatici duetti di Bach si rispecchiano nelle reinterpretazioni della musica dello stesso compositore ad opera di Ghisi.

Allo stesso modo la dimensione apportata dal mezzo elettronico aggiunge spazio ed intensità ad esigenze espressive che attraversano epoche e codici estetici.

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