Venerdì 29 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
LA NAVIGAZIONE DI SAN BRANDANO
11 stazioni scenico musicali per un narratore, voce bianca, violino e live electronics
(prima esecuzione assoluta)
Francesco La Licata musiche
Bruno Cappagli drammaturgia e messa in scena
Voci del Coro Giovanile del TCBO diretto da Alhambra Superchi
Bruno Cappagli, voce recitante – voce bianca (da definire) – Elicia Siverstein, violino Francesco Vogli, sound design
si ringrazia il Teatro Testoni – La Baracca
- Prologo (la costruzione del Currach)
- Verso l’isola del Castello
- L’Isola di Sant’Albeo, o del silenzio
- Il mostro marino
- L’Isola Pesce
- Il mare trasparente
- Il paradiso degli uccelli
- L’Isola dei fabbri selvaggi
- Il mare di ghiaccio
- Verso il paradiso
- Ecce Terra
Una navigazione musicale che prende spunto da uno dei testi più affascinanti della letteratura medievale di viaggio, scritto in latino probabilmente nel X secolo, diffuso poi in tutta Europa attraverso i numerosi manoscritti, e a cui pare si sia ispirato persino Dante per la sua Commedia. Da un lato c’è un viaggio simbolico, quello della Navigatio di San Brandano che, insieme ai santi navigatori, con il suo currach (un’imbarcazione tradizionale di origini celtiche, di legno e cuoio) si imbatte in un percorso tortuoso, imprevedibile, fatto di “stazioni”, isole casuali e immaginifiche, alla ricerca della Terra Promessa, tema ricorrente nelle leggende dell’immaginario medievale. Dall’altro il viaggio reale, quello della narrazione, un resoconto di un’impresa di viaggio avventurosa, quella fatta negli anni ’70 dallo scrittore ed esploratore irlandese Tim Severin, ispirata e ripercorsa sui dettagli dello stesso racconto medievale di San Brandano, che secondo la leggenda, avrebbe raggiunto le isole dell’Atlantico del Nord e forse anche le Americhe. Quello simbolico e suggestivo è affidato alle peripezie strumentali (ispirate al virtuosismo di Pietro Antonio Locatelli) di un violino solo che diventa protagonista di un teatro sonoro, sospeso nella nebbia del suono elettronico, che evoca terre misteriose e favolose. In quello reale è la voce narrante a tessere le fila del racconto dell’imbarcazione irlandese in legno e pelle. Alla fine un giovane (una voce bianca) svelerà nell’Isola del Beati perché i naviganti sono stati tenuti 7 anni in mare per raggiungere la terra tanto desiderata: “Non hai potuto trovarla prima, perché Dio ha voluto mostrarti molti dei suoi segreti nella vastità dell’oceano”. Se del resto, come dice James Hillman “l’oceano invita il mondo umano all’avventura” la Navigatio Sancti Brendani è qui metafora per un percorso musicale fatto di suoni avventurosi.