Sabato 7 novembre
ore 20:30
Serra Madre – (Giardini Margherita – Bologna)
ELECTRIC VOICE
Nicholas Isherwood voce
musiche di Curtis Roads, Pamela Madsen, Daniele Zamboni, Martin Daske
Eda Er (1989) I Kept the Voice You Left Behind (2026) – 10’
Martin Daske (1962) Missile Threat (2026) – 7’
Atau Tanaka (1963) Burning Meditation (2026) – 10’
Pamela Madsen (1957) Luminosity: Madrigal of Sorrow (2026) – 12’
Daniele Zamboni (1980) Eraclito (2026) – 10’
Arturo Fuentes (1975) Harry’s Bar (2026) – 10’
Miller Puckette (1959) She Bought a Chihuahua (2026) – 7’
Sette voci visionarie convergono per questo risveglio elettrico:
Atau Tanaka mette la voce umana in dialogo con la sintesi sonora generativa dell’intelligenza artificiale, dove il corpo
del cantante scolpisce la sintesi neurale della propria ombra vocale.
“She Bought a Chihuahua” è il titolo del brano di Miller Puckette; una frase martellante nella testa dell’autore che,
forse per esorcizzarla, ha messo insieme questo breve pezzo.
L’opera di Arturo Fuentes prende il nome dall’Harry’s Bar, un luogo frequentato da Hemingway durante i suoi
soggiorni in una Venezia intesa come territorio poetico: soglia tra l’uomo e il mare, tra la scrittura e il silenzio.
Pamela Madsen tesse ecosistemi multimediali che pulsano tra
dimensioni, dove tecnologia e arte danno vita a nuove realtà.
Eda Er canalizza l’eredità turca attraverso la narrazione elettroacustica,
la cui voce diventa veicolo di risveglio femminista e memoria culturale.
Daniele Zamboni fonde la fisicità italiana con i sogni digitali,
sfumando i confini tra carne e frequenza.
Martin Daske progetta paesaggi sonori immersivi che avvolgono
gli ascoltatori in mondi acustici radicali, invitandoli ad abitare nuove forme di coscienza.