FontanaMIX ensemble
Un laboratorio in cui interpreti e compositori lavorano in stretta collaborazione
alla produzione di nuove opere musicali a carattere anche multimediale
A creative space in which interpreters and composers work in close collaboration
to the production of new musical works including multimedia ones
ExiTime 2026
OCEANO SUONO
percorsi della contemporaneità musicale tra ambiente e materia sonora
Date
Aprile
14Apr18:3021:30THE SINKING OF THE TITANIC
Event Details
Martedì 14 aprile ore 18:30 – replica ore 20:30 Museo per la memoria di Ustica (Bologna) THE SINKING OF THE TITANIC allestimento scenico/musicale a cura dell’ensemble FontanaMIX in collaborazione con il Comune di Bologna e Conservatorio
Event Details
Martedì 14 aprile
ore 18:30 – replica ore 20:30
Museo per la memoria di Ustica (Bologna)
THE SINKING OF THE TITANIC
allestimento scenico/musicale a cura dell’ensemble FontanaMIX
in collaborazione con il Comune di Bologna
e Conservatorio di Musica G. B. Martini di Bologna
musiche di Gavin Bryars
Gavin Bryars tastiera elettronica / Yuri Bryars contrabbasso
FontanaMIX ensemble
Lavinia Guillari flauto basso / Marco Ignoti clarinetto basso / Valentino Corvino e Giacomo Scarponi violini / Corrado Carnevali viola / Sebastiano Severi violoncello / Nunzio Dicorato percussioni /
Walter Zanetti chitarra elettrica / Alessandro Funari e Stefano Sanguigni regia del suono
(si ringrazia Oderso Rubini)
Gavin Bryars (1943) The Sinking of the Titanic (1969 – 1972) – 45’
The Sinking Of The Titanic, opera aperta e semi-aleatoria del musicista anglosassone Richard Gavin Bryars (1943), sottoposta a continui aggiustamenti, ad integrazioni ed aggiunte, dall’anno della sua composizione (era il 1969), viene proposta per le attività del 2026 dall’ensemble FontanaMIX in un nuovo e originale allestimento appositamente pensato per spazi alternativi alle normali sale da concerto come ad esempio gallerie d’arte, contesti naturali, persino piscine. “The Sinking Of The Titanic” diventa dunque opera musicale dentro un’altra opera visiva: luogo della memoria, luogo del naufragio, evocazione delle profondità più oscure delle acque che avvolgono nei loro abissi i relitti inghiottiti (a 3700 metri) del Transatlantico britannico. La musica di “The Sinking of the Titanic” non è un superficiale commento a rappresentare il movimento inquieto, l’andare cercando di quel Transatlantico che il 10 aprile del 1912 salpava da Southampton, direzione New York e il cui naufragio scosse il mondo intero. È essa stessa il suono dell’accadimento, l’orchestrina di intrattenimento, l’intonazione di un ragtime per i passeggeri del Titanic, voci e suoni che poco per volta si distorcono, diventano metallici e irriconoscibili, come lamiere che si incrinano. Un quartetto d’archi, alcuni fiati e le percussioni saranno disposti secondo una suggestiva e immersiva mise en espace
Biglietti in vendita cliccando qui
Lunedì 13 aprile alle ore 10:00 nella Biblioteca del Conservatorio di Musica G. B. Martini di Bologna si terrà “Finding a voice” – incontro con Gavin Bryars
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14 Aprile 2026 18:30 - 21:30(GMT+00:00)
Maggio
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Sabato 9 maggio ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) VASTO MAR FontanaMIXensemble e Ensemble Sezione Aurea Valentina Coladonato voce / Francesco La Licata direttore Filippo Pantieri cembalo / Luca Giardini violino / Valentino Corvino
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Sabato 9 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
VASTO MAR
FontanaMIXensemble e Ensemble Sezione Aurea
Valentina Coladonato voce / Francesco La Licata direttore
Filippo Pantieri cembalo / Luca Giardini violino / Valentino Corvino violino e viola / Azusa Onishi violino / Corrado Carnevali viola / Lavinia Guillari flauto e voce / Marco Ignoti clarinetto e chalumeau
Viola Mattioni violoncello / Sebastiano Severi, violoncello / Guisella Massa violone / Fabiano Merlante tiorba / Stefano Malferrari pianoforte
musiche di Thomas Adès, Claude Debussy, Guillame Dufay, Tan Dun, George Friedrich Haendel,
Toshio Hosokawa, Claudio Monteverdi, Ariel Ramírez, Maurice Ravel, Franz Schubert, Heinrich Schütz,
Salvatore Sciarrino, Georg Philipp Telemann
Guillame Dufay (1397 – 1474) Nuper rosarum flores – 6’
Claude Debussy (1862 – 1918) Syrinx (1913) – 3’
Heinrich Schutz (1585 – 1672) Vasto Mar (1611) – 4’
Franz Schubert (1797 – 1828) Auf dem Wasser zu singen (1823) – 3’
Thomas Adès (1971) I. Venezia notturna (da “Aracadiana” per quartetto d’archi – 1994) – 2’30’’
Claudio Monteverdi (1640 – 1567) Zefiro torna (1632) – 5’
Maurice Ravel (1875 – 1937) Soupir (dai “Trois Poèmes de Stéphan Mallarmé” 1913) – 4’
Salvatore Sciarrino (1947) Centauro marino (1984) – 5’
Jean Philippe Rameau (1683 – 1764) Danse du grand calumet de paix executée par le Sauvages (da “Les Indes galantes” – 1735) – 5’
Tan Dun (1957) Floating clouds (da “Eight Memories in Watercolor” 1978) – 2’
George PhilippTelemann (1681 – 1767) Der stürmende Aeolus (dall’ Ouverture “Hamburger Ebb´ und Flut” – 1723) – 3’
George Friedrich Haendel –Toshio Hosokawa (1955) Lascia ch’io pianga (2006) per viola sola 5’
Ariel Ramirez (1921 – 2010) Alfonsina y el mar (arrangiamento a cura di FontanaMIX) – 5’
“Vasto Mar” è un viaggio sonoro in cui l’elemento acqua – nella sua dimensione naturale, simbolica e spirituale – diventa punto d’incontro tra due mondi apparentemente distanti: la musica barocca e la creazione contemporanea. L’ensemble FontanaMIX, voce della ricerca musicale del nostro tempo, e l’Ensemble Sezione Aurea, gruppo specializzato in prassi esecutiva storica, intrecciano i loro suoni per dare vita a un programma inedito, dove convivono partiture di Heinrich Schütz, Claudio Monteverdi, Georg Philipp Telemann con opere visionarie di Tomas Adès, Salvatore Sciarrino, Tan Dun e Toshio Hosokawa; opere sulle quali si intrecciano attraverso un gioco di connessioni altri lavori da camera del Novecento, di Claude Debussy a Maurice Ravel. Se per i compositori barocchi il mare era specchio del divino, del moto degli affetti e delle forze naturali, per i moderni e contemporanei è materia viva, suono primigenio, riflessione ecologica. “Vasto Mar” è l’ascolto di questo dialogo: un’onda che attraversa i secoli e restituisce l’acqua come fonte inesauribile di immaginazione musicale.
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9 Maggio 2026 20:30 - 22:00(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
Via Sant'Isaia, 14, 40123 Bologna Italia
Ex Chiesa di San Mattia
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Domenica 10 maggio ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) WATER MUSIC Piccola Orchestra Zen di Fudenji con il contributo dell’ 8×1000 dell‘Unione Buddhista Italiana musiche di John Cage, Terry Riley, Morton Feldman,
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Domenica 10 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
WATER MUSIC
Piccola Orchestra Zen di Fudenji
con il contributo dell’ 8×1000 dell‘Unione Buddhista Italiana
musiche di John Cage, Terry Riley, Morton Feldman, Arvo Pärt
L’esperienza della Piccola Orchestra Zen nasce all’interno della oramai trentennale attività del Campeggio delle Ortiche che si svolge presso il Monastero Zen di Fudenji; una ventina di giovani e giovanissimi, dai 6 ai 18 anni hanno dato vita ad un ensemble che si occupa di improvvisazione ed esecuzione di brani di musica contemporanea. Lo spirito zen dell’esperienza sta proprio nella scelta del repertorio e nella modalità di approccio al fare, percepire ed essere musica. Il tema dell’acqua è il filo conduttore del concerto. Verranno eseguite musiche originali e di John
Cage, Morton Feldman, Arvo Pärt e Terry Riley,
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10 Maggio 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
Via Sant'Isaia, 14, 40123 Bologna Italia
Ex Chiesa di San Mattia
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Martedì 12 maggio ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) YIN YANG Fabrizio Ottaviucci, pianoforte musiche di Giacinto Scelsi e Morton Feldman Morton Feldman (1926 – 1987): Palais de Mari (1986) – 22′ Giacinto
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Martedì 12 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
YIN YANG
Fabrizio Ottaviucci, pianoforte
musiche di Giacinto Scelsi e Morton Feldman
Morton Feldman (1926 – 1987): Palais de Mari (1986) – 22′
Giacinto Scelsi (1905 – 1988): Quattro Illustrazioni sulle Metamorfosi di Visnu (1953) – 14
Giacinto Scelsi: Suite X “ Ka” (1954) – 20
L’ e-stasi e il movimento, la contemplazione pura e trasparente della bellezza aerea dell’ultimo brano del compositore americano contrapposta in sinergia con il movimento del suono che costruisce visioni nel flusso improvvisato del compositore italiano, un maestro di introspezione e ricerca del senso mistico dell’esperienza artistica
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12 Maggio 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
Via Sant'Isaia, 14, 40123 Bologna Italia
Ex Chiesa di San Mattia
16Mag20:3021:30Carta Bianca a... Mario Garuti
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Martedì 19 maggio Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) CARTA BIANCA a Mario Garuti musiche di: Matteo Bergamin, Mario Garuti, Nicole Fontana, Jimi Hendrix, Giacomo Minazzi, Riccardo
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Martedì 19 maggio
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
CARTA BIANCA a Mario Garuti
musiche di: Matteo Bergamin, Mario Garuti, Nicole Fontana, Jimi Hendrix, Giacomo Minazzi, Riccardo Palomes
FontanaMIX ensemble
Valentino Corvino direttore
Clara La Licata voce / Lavinia Guillari flauto / Marco Ignoti clarinetto / Valentino Corvino violino /
Corrado Carnevali viola / Sebastiano Severi violoncello / Paolo Molinari contrabbasso / Walter Zanetti chitarra elettrica / Stefano Malferrari pianoforte / Matteo Castiglioni visual designer / Nicola Evangelisti regia del suono
Nicole Andrea Fontana (1995): Orfeo, o l’inciampo per voce, flauto, violoncello e percussioni (2025)
– 3 ‘
Matteo Bergamin (1994): Acid Hypno-Hammer per clarinetto/clarinetto basso, pianoforte, violoncello e contrabbasso (2024) – 5′
Giacomo Minazzi (2001): Interferenze per flauto, clarinetto basso e violoncello (2025) – 6′
Riccardo Palomes (2000): Lettera di una sconosciuta per voce, flauto in sol, clarinetto basso, violoncello e pianoforte (2025) – 8′
Jimi Hendrix (1942 – 1970): Purple Haze (arrangiamento a cura di FontanaMIX)
Mario Garuti (1957) Le intermittenze del cuore(2024-26) – commissione dell’Associazione FontanaMIX – 24’
- Daphne Song
- Alapurpurea
- Soleleso (che include anche la coda Atomi distratti/Amori distrutti)
(con il prezioso contributo video di Matteo Castiglioni)
Il programma include, oltre al mio lavoro, un arrangiamento di Purple Haze di J. Hendrix e i quattro brani selezionati da Fontana Mix a Smerillo, l’estate scorsa, al summer camp di composizione da me tenuto.
Il titolo del mio trittico dà nome anche all’evento. La mia musica è superficiale e desiderante. Non ama stazionare in un posto. È nomade, così come sento nomade l’immaginario. Non ha uno spazio né un tempo preciso. È un’energia che si attiva. Con-dividere il mio immaginario con quello di quattro giovani autori e Jimi Hendrix è una esperienza emozionante. Un unico luogo sonoro, incontro di idee, nel quale esperienze e visioni differenti si possono fondere in un dialogo vivo e creativo. Una possibile tra le infinite manifestazioni delle intermittenze del cuore, intermittenze che scandiscono il tempo interiore, quando gli eventi, le relazioni, le solamente ma hanno un senso.
(Mario Garuti)
Alle ore 18:00 avrà luogo una conversazione con Mario Garuti a cura di Diego Tripodi
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16 Maggio 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
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Ex Chiesa di San Mattia
16Mag20:3021:30"IN QUESTA LUCE, IN QUESTA OMBRA NERA..."
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Sabato16 maggio Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) ore 20:30 “IN QUESTA LUCE, IN QUEST’OMBRA NERA…” Le vite parallele di Francisco Goya e Ludwig van Beethoven musiche di Ludwig van Beethoven e Valentino Corvino Guido Barbieri
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Sabato16 maggio
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
ore 20:30
“IN QUESTA LUCE, IN QUEST’OMBRA NERA…”
Le vite parallele di Francisco Goya e Ludwig van Beethoven
musiche di Ludwig van Beethoven e Valentino Corvino
Guido Barbieri testo e voce narrante
Trio Hérmes :
Ginevra Bassetti violino, Francesca Giglio violoncello e Greta Maria Lobefaro pianoforte
Piergiorgio Casotti video
Ludwig van Beethoven (1770 – 1827): Trio per Archi e Pianoforte in Si bemolle Maggiore op. 97 n.7 “L’Arciduca” (1811) – 45′
Valentino Corvino (1970): elaborazioni elettroacustiche e live-electronics
Il “concerto con parole” progettato dal Trio Hèrmes insieme a Guido Barbieri
cerca di portare alla luce il dialogo a distanza tra Goya e Beethoven immaginato, in modo del tutto astratto, da Michel Butor. Nucleo pulsante del programma è il più esteso e impegnativo dei Trii per pianoforte di Beethoven, ossia il Trio op. 97 detto dell’Arciduca”, un “monumentum” legato al momento forse più nero della vita del compositore: è lui stesso ad eseguirlo al pianoforte, l’11 aprile del 1814, al Romisch-Könige Hôtel di Vienna. Ma al termine Ludwig si rende conto che la sua sordità, ormai totale, gli impedisce di suonare. Ai quattro movimenti di questa pagina colossale che dura quasi cinquanta minuti si alternano due racconti intarsiati l’uno nell’altro: da una parte gli ultimi anni di vita di Goya, segregato nella Casa del Sordo, dall’altra l’epoca estrema della vita di Beethoven, prigioniero della propria sordità e ripiegato nelle inquietudini, nei tormenti, nelle abissali profondità della propria scrittura musicale. Le parti recitate saranno arricchite da rielaborazioni elettroniche del materiale beethoveniano realizzate da Valentino Corvino, quasi a creare un ricordo, un’atmosfera”
Alle ore 18:00 avrò luogo una conversazione con Guido Barbieri, Ginevra Bassetti e Valentino Corvino a cura di Diego Tripodi
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16 Maggio 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
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Ex Chiesa di San Mattia
22Mag20:3021:30CANTICUM NOVISSIMI TESTAMENTI
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Giovedì 22 maggio ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) CANTICUM NOVISSIMI TESTAMENTI Ensemble del Conservatorio di Musica di Bologna Francesco La Licata direttore musiche di Luciano Berio, Claudio Scannavini, Pēteris Vasks Clara La Licata
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Giovedì 22 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
CANTICUM NOVISSIMI TESTAMENTI
Ensemble del Conservatorio di Musica di Bologna
Francesco La Licata direttore
musiche di Luciano Berio, Claudio Scannavini, Pēteris Vasks
Clara La Licata e Debora Govoni soprani / Maria Teresa Becci e Martina Calcaterra contralti / Tang Jiusi e: Lorenzo Speca tenori / Daniel Sanchini e Jacopo Lenzi bassi
Daniele Faziani sax soprano / Francesco Braga sax alto / Matteo Ferniani sax tenore / Raffaella Montemurro sax baritono / Paolo Ravaglia clarinetto piccolo in mib / Luciano Lo Veci e Michele Trabucchi clarinetti in sib / Mariele Borzillo clarinetto basso in sib
Claudio Scannavini (1959)Trittico delle delizie (ispirato al trittico di Hieronymus Bosch) per quartetto di sax (1999) – 5’ (prima esecuzione assoluta)
Pēteris Vasks (1946) Trīs skatieni. (1979) per 4 clarinetti e sistema di diffusione sonora LO-FI. (rev.2025) – 8’
Luciano Berio (1925 – 2003): Canticum Novissimi Testamenti II per 8 voci, 4 clarinetti, quartetto di sax e 8 voci (1991) – 18′
Da alcuni la rassegna EXITIME ospita il “Laboratorio Musica Contemporanea” del Conservatorio di Bologna con l’intento di valorizzare questa importante attività formativa dedicata allo studio e interpretazione dei repertori moderni e contemporanei. Dopo Ramifications di György Ligeti nel 2023, un brano per 40 chitarre scritto appositamente nel 2024 da Gilberto Cappelli e un omaggio a Salvatore Sciarrino nel 2025, per questa edizione 2026 i musicisti del Laboratorio si cimentano con un importante lavoro di Luciano Berio, sul tema della ricerca sulle risorse della vocalità e il rapporto suono/parola: “Canticum Novissimi testamenti”, su testo di quella che lo stesso Berio definiva di Eduardo Sanguineti “un’anti-poesia, abitata da immagini quotidiane, da stereotipi sentimentali, da figure aspre e amare, da invenzioni ironiche, da parodie e da citazioni che si rincorrono in una sorta di camera d’eco della memoria”.
Nel sottotitolo, il compositore lettone Pēteris Vasks definisce il suo brano “Tre sguardi nell’infinito del tempo”. Tris Skatieni è un’opera straordinaria sotto ogni aspetto. Non ha una strumentazione fissa, gli strumenti possono essere scelti liberamente tra strumenti orchestrali, popolari o antichi. Richiede un minimo di quattro esecutori, ma possono essercene anche di più, a piacere.
Completa il programma un nuovo lavoro di Claudio Scannavini per quartetto di sax che prende lo spunto dal trittico di Hieronymus Bosch e fa proprio riferimento all’Inferno musicale così magicamente espresso dal nostro fiammingo. Movimenti e personaggi affollano la tela, offrendoci, come racconta lo stesso autore, “uno scorcio di una improbabile e immaginaria visone di un inferno costellato da mille suoni e grida, popolato da creature fantastiche e al contempo orride. Il senso del brano poggia sulla pulsazione creando un reticolo sonoro di grande movimento nella stasi. Un paradosso in cui l’unico risultato è l’immobilismo nel movimento, o la relatività del movimento stesso”.
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22 Maggio 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
Via Sant'Isaia, 14, 40123 Bologna Italia
Ex Chiesa di San Mattia
29Mag20:3021:30LA NAVIGAZIONE DI SAN BRANDANO
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Venerdì 29 maggio ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) LA NAVIGAZIONE DI SAN BRANDANO 11 stazioni scenico musicali per un narratore, voce bianca, violino e live electronics (prima esecuzione assoluta) Francesco La Licata musiche Bruno
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Venerdì 29 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
LA NAVIGAZIONE DI SAN BRANDANO
11 stazioni scenico musicali per un narratore, voce bianca, violino e live electronics
(prima esecuzione assoluta)
Francesco La Licata musiche
Bruno Cappagli drammaturgia e messa in scena
Voci del Coro Giovanile del TCBO diretto da Alhambra Superchi
Bruno Cappagli, voce recitante – voce bianca (da definire) – Elicia Siverstein, violino Francesco Vogli, sound design
si ringrazia il Teatro Testoni – La Baracca
- Prologo (la costruzione del Currach)
- Verso l’isola del Castello
- L’Isola di Sant’Albeo, o del silenzio
- Il mostro marino
- L’Isola Pesce
- Il mare trasparente
- Il paradiso degli uccelli
- L’Isola dei fabbri selvaggi
- Il mare di ghiaccio
- Verso il paradiso
- Ecce Terra
Una navigazione musicale che prende spunto da uno dei testi più affascinanti della letteratura medievale di viaggio, scritto in latino probabilmente nel X secolo, diffuso poi in tutta Europa attraverso i numerosi manoscritti, e a cui pare si sia ispirato persino Dante per la sua Commedia. Da un lato c’è un viaggio simbolico, quello della Navigatio di San Brandano che, insieme ai santi navigatori, con il suo currach (un’imbarcazione tradizionale di origini celtiche, di legno e cuoio) si imbatte in un percorso tortuoso, imprevedibile, fatto di “stazioni”, isole casuali e immaginifiche, alla ricerca della Terra Promessa, tema ricorrente nelle leggende dell’immaginario medievale. Dall’altro il viaggio reale, quello della narrazione, un resoconto di un’impresa di viaggio avventurosa, quella fatta negli anni ’70 dallo scrittore ed esploratore irlandese Tim Severin, ispirata e ripercorsa sui dettagli dello stesso racconto medievale di San Brandano, che secondo la leggenda, avrebbe raggiunto le isole dell’Atlantico del Nord e forse anche le Americhe. Quello simbolico e suggestivo è affidato alle peripezie strumentali (ispirate al virtuosismo di Pietro Antonio Locatelli) di un violino solo che diventa protagonista di un teatro sonoro, sospeso nella nebbia del suono elettronico, che evoca terre misteriose e favolose. In quello reale è la voce narrante a tessere le fila del racconto dell’imbarcazione irlandese in legno e pelle. Alla fine un giovane (una voce bianca) svelerà nell’Isola del Beati perché i naviganti sono stati tenuti 7 anni in mare per raggiungere la terra tanto desiderata: “Non hai potuto trovarla prima, perché Dio ha voluto mostrarti molti dei suoi segreti nella vastità dell’oceano”. Se del resto, come dice James Hillman “l’oceano invita il mondo umano all’avventura” la Navigatio Sancti Brendani è qui metafora per un percorso musicale fatto di suoni avventurosi.
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29 Maggio 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
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Ex Chiesa di San Mattia
Giugno
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Venerdì 5 giugno ore 20:30 Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) NYMPHÉA FontanaMIX quartetto Valentino Corvino e Giacomo Scarponi violini / Corrado Carnevali viola / Sebastiano Severi violoncello Nicola Evangelisti regia del suono musiche di György Kurtág,
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Venerdì 5 giugno
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
NYMPHÉA
FontanaMIX quartetto
Valentino Corvino e Giacomo Scarponi violini / Corrado Carnevali viola / Sebastiano Severi violoncello
Nicola Evangelisti regia del suono
musiche di György Kurtág, Kaija Saariaho, Salvatore Sciarrino
Salvatore Sciarrino (1947) Sei quartetti brevi (1971) – 17’
Kaija Saariaho (1952 – 2023) Nymphéa [Jardin secret III] per quartetto d’archi e live electronics (1987) – 22’
György Kurtág (1926 –) 12 Microludes per quartetto d’archi, Op. 13 (1977-78) – 10’
“Alcune immagini che si sono evolute nella mia mente durante la composizione: l’immagine della struttura simmetrica di una ninfea, che si piega mentre galleggia sull’acqua, trasformandosi. Diverse interpretazioni della stessa immagine in diverse dimensioni; una superficie unidimensionale con i suoi colori, forme e, dall’altro lato, diversi materiali percepibili, forme e dimensioni; una ninfea bianca che si nutre del fango sottomarino”. Così descrive Kaija Saariaho il suo quartetto d’archi con elettronica dove il timbro degli strumenti ad arco è ampliato in un contrasto fra tessiture limpide e delicate con masse sonore violente e fragorose.
Nel centenario della nascita di György Kurtág, uno dei più radicali e poetici innovatori del linguaggio musicale del Novecento, il Quartetto Fontanamix rende omaggio alla sua figura eseguendo brani per archi scelti dal vasto corpus dei “Mikroludien” e degli “Officium breve in memoriam Andreae Szervánszky” Brevità, densità, allusioni letterarie e musicali si intrecciano in una scrittura che sfida ogni retorica, aprendo spazi di riflessione e tensione emotiva. Un’occasione unica per riscoprire attraverso la sensibilità e la precisione del Quartetto Fontanamix la voce inconfondibile di un compositore che ha saputo trasformare il frammento in visione e l’essenzialità in potenza espressiva. In apertura del programma saranno eseguiti i “Sei quartetti brevi” di Salvatore Sciarrino.
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5 Giugno 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
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Ex Chiesa di San Mattia
Via Sant'Isaia, 14, 40123 Bologna Italia
Ex Chiesa di San Mattia
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Martedì 9 giugno Ex Chiesa di San Mattia (Bologna) VOX BALAENAE in collaborazione con Radio Emilia Romagna FontanaMIX ensemble Nunzio Dicorato performer/ Lavinia Guillari flauto / Sebastiano Severi violoncello / Franco Venturini pianoforte musiche di
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Martedì 9 giugno
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
VOX BALAENAE
in collaborazione con Radio Emilia Romagna
FontanaMIX ensemble
Nunzio Dicorato performer/ Lavinia Guillari flauto / Sebastiano Severi violoncello / Franco Venturini pianoforte
musiche di Sivan Cohen Elias, George Crumb, Tan Dun, Toshio Hosokawa, Franco Venturini
Franco Venturini (1977 ) Piano Vivant per quattro esecutori – 14’ (2022-2025) (prima esecuzione italiana)
Toshio Hosokawa (1955) Atem Lied per flauto basso (1997) – 8’
George Crumb (1929 – 2022) God Music (da “Black Angels”) per 4 esecutori (1970) – 4’
Tan Dun Dew-Fall Drops per piano (2000) – 8’
Sivan Cohen Elias (1976) Playground Puzzle III (Solo version) (2015) – 9’ (prima esecuzione italiana)
George Crumb Vox Balaenae per flauto, violoncello e pianoforte amplificati (1971) – 20’
Il suono della Natura e la natura del Suono: non un gioco di parole, ma il fil rouge di questo evento. Ed è proprio la voce della Natura, nel “canto” delle balene, la fonte ispiratrice primigenia di “Vox Balaenae” di George Crumb, in una prospettiva cosmica e cosmogonica. Dall’iniziale Vocalise (“…from the bginning of time”) al conclusivo Sea-Nocturne (“…for the end of time”), il suono strumentale, trasfigurato (come anche gli esecutori, mascherati, ossia “de-umanizzati”), risale alle origini della vita ripercorrendola dai primordi nelle centrali Variations on Sea-Time (ogni variazione rappresenta un’era geologica, dall’Archeozoico al Cenozoico). Con l’acqua nei bicchieri di cristallo, Crumb intreccia poi in “God Music” (da “Black Angels”) stratificazioni di armonie con una melodia inquietante del violoncello: musica divina, profonda e liquida, lontana dalle dissonanze dell’universo. Il soffio è alla base di “Atem Lied” Toshio Hosokawa, in cui l’ampia palette sonora del flauto basso modula intrinsecamente le sottili qualità foniche di quello che, metaforicamente, è l’alito vitale. E, procedendo all’interno del suono, con Tan Dun torniamo all’acqua, ma ad una dimensione microscopica di essa, con la volontà, in “Dew-Fall Drops”, di “captare” il suono delle gocce di rugiada, un microcosmo alle nostre orecchie silenzioso. Microcosmo sonoro che si amplifica, così come nei gesti che lo generano, nei brani di Sivan Cohen Elias e Franco Venturini, nei quali il suono diviene mise en scène, personaggio. Playground, Puzzle IlI è un “gioco” le cui regole, inizialmente nascoste, si rivelano al dipanarsi dell’azione sonora. Il “gioco” invece si ri-umanizza in Piano Vivant di Franco Venturini, in cui il pianoforte diviene una sorta di teatro pulsante di vita, attraverso un ingranaggio complesso messo in moto da una “società” i cui attori, posti attorno allo strumento, agiscono al suo interno, coordinati da un leader che dà impulso alle loro azioni e suoni. Un’azione sinergica, i cui fautori, da parti anonime dell’ingranaggio quali sono inizialmente, scoprono un’individualità, entrando in relazione, in conflitto, mescolandosi e scambiandosi i ruoli fino a rovesciarne l’ordine naturale, leader compreso…
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9 Giugno 2026 20:30 - 21:30(GMT+00:00)
Luogo
Ex Chiesa di San Mattia
Via Sant'Isaia, 14, 40123 Bologna Italia
Ex Chiesa di San Mattia
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Sabato 27 giugno ore 18:30 Rione San Nicolò (Bologna) LA GRANDE ONDA L’onda sonora dei tamburi giapponesi Fudendaiko Tamburi del Tempio Fudenji Fudendaiko, i Tamburi del Tempio Fudenji, è la classe performativa della scuola di tamburi giapponesi
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Sabato 27 giugno
ore 18:30
Rione San Nicolò (Bologna)
LA GRANDE ONDA
L’onda sonora dei tamburi giapponesi
Fudendaiko
Tamburi del Tempio Fudenji
Fudendaiko, i Tamburi del Tempio Fudenji, è la classe performativa della scuola di tamburi giapponesi del Tempio Zen di Fudenji (Salsomaggiore Terme, Parma) fondata nel 2011 dal maestro nippo-americano Thomas Shūichi Kurai. I tamburi taiko hanno una lunga storia che risale a più di 1400 anni fa; originariamente erano utilizzati in rituali spirituali, contesti militari e feste di villaggio. Nel più recente sviluppo della musica dei taiko come arte performativa, emergono l’energia travolgente delle vibrazioni prodotte dal suono di questi tamburi suonati all’unisono e l’enfasi sui movimenti del corpo. Il taiko è un simbolo culturale di unità, armonia e tradizione e il suo essere suonato in gruppo contribuisce sia alla crescita personale sia al rafforzamento della comunità, migliora la consapevolezza del corpo e l’espressione emotiva attraverso il suono ritmico.
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Time
27 Giugno 2026 18:30 - 19:30(GMT+00:00)
Luogo
Rione San Nicolò
Via San Felice 39
Brani
Concerti
Autori
Musicisti coinvolti
News
Le notizie di FontanaMIX ensemble






