Giovedì 22 maggio
ore 20:30
Ex Chiesa di San Mattia (Bologna)
CANTICUM NOVISSIMI TESTAMENTI
Ensemble del Conservatorio di Musica di Bologna
Francesco La Licata direttore
musiche di Luciano Berio, Claudio Scannavini, Pēteris Vasks
Clara La Licata e Debora Govoni soprani / Maria Teresa Becci e Martina Calcaterra contralti / Tang Jiusi e: Lorenzo Speca tenori / Daniel Sanchini e Jacopo Lenzi bassi
Daniele Faziani sax soprano / Francesco Braga sax alto / Matteo Ferniani sax tenore / Raffaella Montemurro sax baritono / Paolo Ravaglia clarinetto piccolo in mib / Luciano Lo Veci e Michele Trabucchi clarinetti in sib / Mariele Borzillo clarinetto basso in sib
Claudio Scannavini (1959)Trittico delle delizie (ispirato al trittico di Hieronymus Bosch) per quartetto di sax (1999) – 5’ (prima esecuzione assoluta)
Pēteris Vasks (1946) Trīs skatieni. (1979) per 4 clarinetti e sistema di diffusione sonora LO-FI. (rev.2025) – 8’
Luciano Berio (1925 – 2003): Canticum Novissimi Testamenti II per 8 voci, 4 clarinetti, quartetto di sax e 8 voci (1991) – 18′
Da alcuni la rassegna EXITIME ospita il “Laboratorio Musica Contemporanea” del Conservatorio di Bologna con l’intento di valorizzare questa importante attività formativa dedicata allo studio e interpretazione dei repertori moderni e contemporanei. Dopo Ramifications di György Ligeti nel 2023, un brano per 40 chitarre scritto appositamente nel 2024 da Gilberto Cappelli e un omaggio a Salvatore Sciarrino nel 2025, per questa edizione 2026 i musicisti del Laboratorio si cimentano con un importante lavoro di Luciano Berio, sul tema della ricerca sulle risorse della vocalità e il rapporto suono/parola: “Canticum Novissimi testamenti”, su testo di quella che lo stesso Berio definiva di Eduardo Sanguineti “un’anti-poesia, abitata da immagini quotidiane, da stereotipi sentimentali, da figure aspre e amare, da invenzioni ironiche, da parodie e da citazioni che si rincorrono in una sorta di camera d’eco della memoria”.
Nel sottotitolo, il compositore lettone Pēteris Vasks definisce il suo brano “Tre sguardi nell’infinito del tempo”. Tris Skatieni è un’opera straordinaria sotto ogni aspetto. Non ha una strumentazione fissa, gli strumenti possono essere scelti liberamente tra strumenti orchestrali, popolari o antichi. Richiede un minimo di quattro esecutori, ma possono essercene anche di più, a piacere.
Completa il programma un nuovo lavoro di Claudio Scannavini per quartetto di sax che prende lo spunto dal trittico di Hieronymus Bosch e fa proprio riferimento all’Inferno musicale così magicamente espresso dal nostro fiammingo. Movimenti e personaggi affollano la tela, offrendoci, come racconta lo stesso autore, “uno scorcio di una improbabile e immaginaria visone di un inferno costellato da mille suoni e grida, popolato da creature fantastiche e al contempo orride. Il senso del brano poggia sulla pulsazione creando un reticolo sonoro di grande movimento nella stasi. Un paradosso in cui l’unico risultato è l’immobilismo nel movimento, o la relatività del movimento stesso”.